domenica 9 agosto 2009

Che Confusione – Editoriale Associazione Romana Chiavi D’ Oro

Vivo il Turismo praticamente da sempre, e nella mia esistenza non ho provato l’esperienza di altre professioni o altri settori produttivi che non siano legati all’ospitalità ed al servizio: diplomato nel 1981 all’Istituto Professionale Alberghiero di Stato (IPAS) quando le scuole alberghiere erano diverse da quelle odierne, quando appena finito il primo anno (15 anni) la scuola stessa ti mandava a fare lo stagionale (altro che stage!) regolarmente assunto e retribuito, a fare il commis di cucina, il commis di sala o il ragazzo di portineria; quando i capi servizio parlavano con lo sguardo, ma alla fine li ringraziavi per quello che ti avevano trasmesso. Arrivato al diploma avevi già un tuo piccolo bagaglio di esperienze utile a proiettarti nel mondo del lavoro. Successivamente, gira e impara, Italia ed estero, in attesa di poter mettere a frutto il tuo sapere e di poter gustare le prime soddisfazioni: la prima promozione, la qualifica superiore, le prime responsabilità, il posto di lavoro più gratificante e di prestigio, l’ingresso nell’associazione di categoria. Tanti piccoli traguardi ormai così lontani e distanti, quasi fosse un’altra epoca. Oggi purtroppo verifico personalmente con tristezza, l’amara realtà degli istituti pubblici del settore e dei suoi allievi, ormai impantanati nelle sabbie mobili della burocrazia e dei bilanci aziendali che hanno snaturato l’essenza di queste scuole, e con altrettanta delusione assisto all’avvento di altrettanti istituti privati che con poche ore di teoria ed altrettante di stage in pochissimi mesi ti regalano il sapere della professione turismo e ti aprono le porte del mondo dell’ accoglienza e della ristorazione!  
     Confusione! Pur tenendo presente i vari periodi con gli aspetti positivi e negativi che li hanno caratterizzati, dopo quasi trent’anni di vita in comune con la professione e con il mondo del turismo non trovo parole diverse per descrivere l’italica realtà odierna. Finalmente dopo molti anni abbiamo di nuovo il Ministero del Turismo e possiamo iniziare a guardare il futuro con ottimismo: abbiamo il nuovo logo con immagine dell’Italia (Magic Italy), abbiamo il (nuovo?) portale Italia.it, il nuovo sistema di classificazione alberghiera (sembra, solo per gli alberghi nuovi o appena ristrutturati) e tutti potremo andare in ferie con i buoni vacanza per le famiglie a basso reddito risolvendo così il problema della destagionalizzazione. Saluto volentieri il ritorno del nostro Ministero, necessario per un settore importantissimo per il nostro paese, ma francamente non riesco ad essere ottimista nonostante gli sforzi e penso mio malgrado che ci vorrà ben altro per rimettere in moto il sistema turistico-alberghiero italiano.
     Nel frattempo in nome dell’accoglienza continua la crescita non controllata e non regolata di ogni qualcosa destinata all’ospitalità, in barba allo spirito ed allo scopo originario dell’avvento di questi complessi ricettivi: lussuose e care mega strutture che di bed and breakfast ed affittacamere hanno solo il nome e la licenza, un uso ambiguo ed inflazionato di termini come suites, studios, apartments, resorts, boutique hotel o Inn’s e quant’altro per giustificare ogni posto dove ci siano camere e letti per dare da dormire al ( a volte ignaro) turista, il tutto con  un ridottissimo servizio ed inesistente assistenza; inoltre senza servizio, controllo e tutela di notte. Aggiungiamo a questo grande scandalo nazionale  l’ormai in atto mancanza di confini e regole fra strutture alberghiere, para-alberghiere, case per ferie e strutture religiose, residence e chi più ne ha più ne metta.
     Non sta tanto meglio il settore legato al Food and Beverage dove oggi chiunque ti dà da mangiare. Basta avere un tavolino e quattro sedie in qualsiasi posto per poter parlare di ristorazione: ormai si vede gente mangiare dappertutto, nei bar in particolar modo, ma anche nelle gastronomie, nei pub  e disco-pub, sui marciapiedi e per la strada ed i termini ideali per camuffare questo dato di fatto sono, spizzico, light meal, e take away, Basta un forno a microonde ed un precotto da scaldare per chiamarsi cuochi. Infine l’uso ancora indiscriminato di veri e propri ladrocini chiamati pane e coperto ed il famigerato servizio. Resta il fatto che anche per quest’anno il segno meno in tutte le statistiche sarà il denominatore comune di questa ennesima opportunità mancata al nostro paese.
     Intanto continuano a nascere nuovi alberghi, perché si dice che gli alberghi rendono, ma le nuove proprietà, di solito con scarsa sensibilità turistica ma perspicaci negli affari, ora partecipano in prima persona nell’attività e nella gestione dell’azienda stessa, sostituendosi ai direttori e ai manager ed abbracciando ad occhi chiusi e a testa bassa tutte le nuove “ventate innovative” di questi ultimi anni in fatto di gestione alberghiera: i numeri ed i profitti al primo posto degli obiettivi e tutto il resto è optional, una flessibilità esasperata del personale in nome del contenimento dei costi, uno stress da percentuali di occupazione camere e da portali di prenotazione che ha creato anarchia nel mercato della domanda, dell’offerta e soprattutto nei prezzi. Tutto questo ha fatto nascere nuovi  squilibri e anomalie: personale multifunzione poco qualificato e gratificato, bassa professionalità, livello di standard, qualità e servizio non all’altezza di quanto pubblicizzato dalle strutture stesse. L’avvento prepotente dell’informatica e soprattutto di internet che hanno stravolto una professione (soprattutto la nostra) fondata sui contatti e sui rapporti umani. ma soprattutto in questi anni è nato un turista di serie ormai globalizzato e standardizzato la cui icona è il trolley, dal minuscolo al gigantesco, e con (purtroppo) anche degli eccessi: colui che prenota nel grande albergo grazie ad una last minute rate e si presenta con le infradito e lo zaino sulle spalle oppure al contrario colui che prenota nell’albergo medio piccolo chiedendo un prezzo stracciato e arriva in hotel con la Ferrari; infine colui che vuole visitare le chiese ed i musei a torso nudo. Con una terziarizzazione esasperata e l’interinale nelle strutture alberghiere, figure e soprattutto mestieri come il cuoco, il cameriere, la governante, il portiere rischiano la deriva per fare posto, in contrapposizione al turista di oggi, ad uno staff in serie altrettanto globalizzato e standardizzato.  Intanto il nostro paese continua ad essere sempre meno competitivo, il rapporto qualità/prezzo è diventato ridicolo e continuiamo ad allontanarci dal gruppo dei paesi più visitati al mondo (siamo al quinto posto, mentre negli anni 70 eravamo al primo); evidentemente la fortuna di avere buona parte dei beni storici, artistici, culturali e paesaggistici del pianeta, oltre che il clima, non basta più.
     L’indotto e tutto quello che vive e gravita intorno al turismo si allinea a pieno titolo a questo senso di confusione: oggi abbiamo perso quel sano senso dell’ospitalità e dell’accoglienza e, oltre che oggetto di disturbo, vediamo il turista come l’occasione dei nostri facili affari. E’ inesistente o scarsa la presenza di personale multilingue (ma spesso scocciato e poco educato) con la propensione all’assistenza al turista nei trasporti, nella viabilità e durante il suo soggiorno nel nostro paese (treni, navi, autostrade, vigili urbani, trasporti pubblici, musei, uffici etc), ma siamo pronti a saltare addosso alla gallina dalle uova d’oro alla prima occasione di lauti guadagni: esercenti e negozianti, tassisti e guidatori vari, guide turistiche ed accompagnatori vari, etc etc. in prima fila.    
     Noi tutti “addetti ai lavori” del comparto turismo stiamo vivendo un periodo di “confusione professionale” individuale e collettiva: e le associazioni di categoria e l’associazionismo?
Nel nostro settore l’associazionismo e le associazioni tutte, nessuno escluso, non sono esenti da questo clima di sconcerto e vivono un grande momento di crisi di valori, di ideali e conseguentemente di partecipazione. Se vogliono sopravvivere ed essere protagoniste attive ed adeguate ai tempi, devono prendere delle posizioni più nette e chiare nei confronti e a tutela delle loro professioni ed associati con impegno serio e vero, liberandosi da quella cultura ed abbandonando quella mentalità che le hanno caratterizzate fino ad ora e ne hanno fatto delle logge o consorterie, o meglio, delle vetrine ad uso e consumo di personalismi ed individualismi oltre che anticamera di ben altri arrivismi e finalità.
Che confusione…………………

 

Cosimo Carrieri

Associazione Romana Chiavi d'Oro

Perchè TrinacriaTourism ?

Considerazione sulla nascita e vita del blog dedicato al mondo alberghiero e la figura del portiere d’ albergo.

Circa 3 anni fa volevo aprire un piccolo giornale dedicato al mondo alberghiero. Molti miei amici tra questi in particolar modo il Dott. Caiozzo e il Dott. Andreoletti, mi sconsigliarono il progetto a conoscenza dei forti costi da dover eventualmente sostenere.

Venne appoggiata invece l’ idea di un blog che a costo zero può garantire la possibilità di esaudire il mio desiderio di trasmettere a terzi il mio amore per il mondo alberghiero e per la figura del portiere d’ albergo. Nasce così Trinacriatourism !

Libero e senza alcun legame ha comunque un occhio di riguardo per l’ Associazione Trinacria Le Chiavi D’ Oro di cui ricopro il ruolo di Vice Segretario Regionale.

Tanti sono stati i post scritti ed apprezzati sul blog; in molti hanno commentato i diversi articoli ma in pochi hanno scritto sul blog pur avendo ricevuto miei diversi inviti.

Ultimamente qualcuno ha cominciato ha criticare il mio operato e quindi lo stesso blog Trinacriatourism: perchè ?

Perchè se il blog è di tutti debbo ricevere critiche pure sulle foto che di amici che pubblico ? Perchè se il significato della vita associativa è l’ AMICIZIA che ci deve unire, io debbo dare spiegazioni degli articoli che pubblico, se le foto sono d’ archivio o meno ?

Sarei felice se nessuno criticasse il blog TrinacriaTourism perchè libero e di tutti e proprio per questo motivo, qualsiasi articolo, post o quant’ altro va rispettato nel nome dell’ amicizia che giustifica la nascita di tutte le Associazioni apolitiche di cui facciamo parte. Posso avere parere discordante ma non posso comandare certo a casa altrui e gradirei che lo comprendessero tutti. Questo mio piccolo sfogo è diretto a nessuno: sono sicuro che da oggi in poi, dopo aver ricordato il senso del blog e dell’ Associazione, ogni articolo o post verrà letto con occhi diversi.

Io sono Luigi Grimaldi 29 anni  e da 10 amo questo lavoro e questo mio mondo. Il mio desiderio è quello di trasmettere questo sentimento a tutti coloro i quali volessero intraprendere la medesima carriera indipendentemente nazione, regione o associazione di appartenenza. Siamo un gruppo di professionisti uniti in amicizia sotto le diverse associazioni: non ho intenzione di mettermi alla pari di chi fa della vita associativa quasi un aspetto politico o simile.

Voglio bene a tutti e sono DAVVERO sincero !

 

Luigi Grimaldi

Vice Segretario Regionale

Associazione Trinacria

“Le Chiavi D’ Oro”

Rubrica di Pasquale Palomba – Le Chiavi D’oro nel mondo – II Parte

 

Scritto per chiarire alcuni aspetti

Desidero innanzi tutto informare i lettori della mia rubrica, che nella prima parte dell’articolo “ Le chiavi d’oro nel mondo “, nella lista dei Presidenti Internazionali è stato erroneamente non citato il nome del Sig. Lodigiani, omissione che mi scuso particolarmente con Lui e con gli associati delle chiavi d’oro Italiane. (5)

Ho conosciuto Lodigiani circa 50 anni fa quando facevo parte delle chiavi d’oro di Roma, incontrandolo frequentemente nei congressi nazionali e internazionali nei 18 anni che ha ricoperto la carica di Presidente della FIPA, per poi essere eletto nel 1993 a Presidente Internazionale. Va ricordato con orgoglio che i Sigg. Adolfo Lodigiani e Spartaco Giarola, sono stati gli unici Italiani ad aver ricoperto questa prestigiosa carica, riconoscimento dovuto alla grande professionalità ed assoluta dedizione alla crescita delle chiavi d’oro nel mondo.

L’Associazione chiavi d’oro per oltre 50 anni, ha operato con i suoi membri fondatori, alla maggiore visibilità e successo di alberghi, generando continuità in punto incontri nazionali ed incontri congressuali che si svolgono in varie parti del mondo. Possiamo essere orgogliosi di aver consegnato al sistema tanti Ambasciatori Italiani, che hanno tenuto e tengono ancora oggi alto il prestigio del nostro paese nel mondo.

Facendo una breve considerazione sulla professionalità dei portieri, bisogna convenire sulle difficoltà che si incontrano per acquisire spazi di lavoro, ricordiamo che si evidenzia una ristrettezza di richieste per farne parte. Possiamo anche definire il periodo di apprendimento professionale, un percorso ad ostacoli nei primi anni, e a tener fuori quelli che non saranno particolarmente motivati e determinati. Infatti prima il lungo periodo di apprendistato, contemplato dalla pratica nei vari reparti che precedono un inserimento definitivo, bisognerà anche sperare di trovare un capo portiere, che constatata la validità della persona e le varie competenze acquisite, tra queste la conoscenza delle lingue straniere, oltre naturalmente ad un attitudine che dimostra abilità imprenditoriale, requisiti indispensabili per aspirare ad ottenere un lavoro da banco ed incarico a portiere junior. Ben consapevoli che detta trafila comporterà un inserimento graduale e definitivo intorno ai 40 anni di età. Detto questo, non significa scoraggiare le nuove generazioni di aspiranti portieri, al contrario, per me poter aiutare i giovani è sempre stato motivo di primaria importanza.

Ritornando alle chiavi d’oro nel mondo, nella prima parte dell’articolo ho scritto che nei paesi Asiatici in particolare, gli albergatori ritengono che il portiere e il suo reparto è di grande importanza, questo ha ultimamente determinato ad associarsi all’UICH. Le ultime tre sezioni che di recente sono state ammesse all’Associazione “Clefs d’Or” sono: Argentina, Corea e Tailanda, questi paesi hanno regolarmente presentate domande con carte in regola, sono state minuziosamente controllate dal comitato direttivo e verificate dal comitato dei saggi.

Per quanto concerne gli Stati  con situazioni anomale, bisognerebbe riferire i vari casi al Segretario Generale “Clefs d’Or” che è responsabile all’ammissione di nuove sezioni per il controllo e il rispetto dello Statuto unitamente al Comitato Direttivo : (vedi Art. 5-7-9-). In ogni sezione ci sono e ci saranno sempre anomalie, per citarne una per esempio: i portieri degli Stati Uniti d’America, non controllano il personale in uniforme e non coprono il banco 24 ore al giorno come da noi in Europa. Infatti il banco del portiere Americano, apre alle 06.30 del mattino e chiude alle 23.30, non esiste il portiere di notte, e sono convinti di offrire un ottimo servizio alla loro clientela.

Io credo che la filosofia del Comitato Direttivo ha sempre mirato prima di ogni altra cosa ad avere links in ogni parte del mondo. E’ necessario per un portiere, avere amicizie e buoni rapporti con colleghi di tutti i paesi, senza di questi sarebbe difficile soddisfare le richieste dei suoi clienti. Per quanto concerne il numero dei soci, in particolare nelle grandi Nazioni, considerando che l’America del nord è almeno quattro volte più grande dell’Italia con 480 iscritti, riteniamo in rapporto dovrebbe averne molto di più, mentre la Cina, molto più grande dell’America dovrebbe averne migliaia, ad oggi il numero risulta solo in 167 soci, (davvero pochini).

Bisogna convenire pensando a qualche tempo fa, l’evidente declino del turismo in Italia, pur considerato un momento di difficoltà economica mondiale che si protrae da molti anni, siamo obbligati ad invertire questo status, come già ribadito in altri miei interventi, bisogna escogitare nuove promozioni appetibili al Cliente/Turista, per guadagnarci di nuovo le preferenze del turismo straniero. Negli anni 70/80 abbiamo dato per certo che anno dopo anno, il numero dei visitatori sarebbe aumentato in una interminabile spirale verso l’alto, purtroppo non siamo più nel gioco dei numeri. Gli stranieri che arrivano oggi nel nostro paese, cercano la qualità a quanto ricevono, per dare giusto valore al danaro che spendono. E’ evidente che il forte Euro, indubbiamente ha colpito una bella fascia di aspiranti turisti dall’America del Nord, mentre quelli che hanno la nostra stessa valuta possono avvalersi di aspettative ancora convenienti.

I membri della nostra Associazione sono preoccupati per il futuro e per il buon nome del nostro commerciale, allo stesso modo dei proprietari e direttori di Aziende per le quali lavoriamo. L’Italia è il Paese che ha sempre offerto un servizio di portineria superlativo, bisognerà lavorare efficacemente e dare assoluta priorità alla nostra professionalità, è questo l’obiettivo ritengo da consolidare.

Nell’arco di 8 mesi, cioè dal dicembre u.s., da quando ho incominciato a scrivere sul Blog “Trinacria Tourism” ho ricevuto parecchi messaggi via e-mail da lettori Italiani, complimentatisi sia per le dieci puntate della mia rubrica, che per il libro realizzato “Il Portiere d’Albergo”, desidero pertanto ringraziare di cuore tutti, con affetto e simpatia.

Va detto, per amore della verità, che il mio impegno negli interventi sul “Trinacria Tourism”, non ha avuto origine da motivi di interesse personale, ma solo a sostegno dei giovani che intraprendono questa strada, per beneficiare a mio giudizio, d’informazioni sulla professionalità, oltre che a sprono e incoraggiamento, ed essere un seguito e conferma del nostro Paese. 

domenica 28 giugno 2009

L'hotel migliore del mondo è Villa d'Este a Cernobbio


La classifica di Forbes: «Villa d'Este ha tutto, persino il bel tempo»

Il 70% della clientela è inglese e americana. Tra i frequentatori Verdi e la Callas con Onassis

CERNOBBIO (Como) - Centoquarant'anni di storia e un fascino che non tramonta mai: è sul lago di Como l'ho­tel più bello del mondo. La ri­vista americana Forbes, che ogni anno stila la classifica dei 400 migliori alberghi del pianeta, per il 2009 ha attribu­ito il primo posto al Villa d'Este di Cernobbio che ha battuto, nell'ordine, il Penin­sula di Bangkok, il Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong, il Four Seasons George V di Parigi e il Burj al Arab di Dubai. È la prima volta che una struttura italiana raggiun­ge la vetta della prestigiosa classifica.

Costruito nel 1568 e diven­tato albergo nel 1873, il resort di Cernobbio ha oggi 152 lus­suosissime camere (prezzo in alta stagione 900 euro per not­te) in due edifici circondati da un parco centenario in uno degli angoli più belli del Lario. E dotato di piscina ri­scaldata galleggiante sul lago (unica nel suo genere), spiag­gia con sabbia riservata ai bambini, piscina coperta, cen­tro benessere, otto campi da tennis, ristoranti, night. «Il ri­conoscimento a Villa d'Este - dice l'amministratore dele­gato Jean-Marc Droulers - premia la tradizione ed è un traguardo che fa onore al­l'ospitalità del nostro Paese».

In queste stanze sono passa­te nei secoli schiere di duchi, re e regine, presidenti, star di Hollywood, scrittori, cantan­ti, musicisti, stilisti. Il primo cliente fu Giorgio Ricordi, che affittò un intero piano del pa­diglione Regina d'Inghilterra e ebbe come ospiti Giuseppe Verdi e poi Giacomo Puccini. Qui sono passati personaggi come Alfred Hitchcock, i du­chi di Windsor, Leopoldo del Belgio, Vittorio Emanuele, i principi di Monaco, Elizabeth Taylor, Frank Sinatra, Barbra Streisand, Madonna, Mick Jag­ger, Bruce Springsteen, John Kennedy, Gorbaciov, Chur­chill, Ava Gardner, lo Scià di Persia, la Callas con Onassis e tanti altri. E qui si svolge ogni anno il Workshop Ambroset­ti, ritrovo per i massimi verti­ci della politica, della finanza e dell'industria. Attribuendo il riconosci­mento a Villa d'Este, la giuria di Forbes - formata da uomi­ni dello spettacolo, giornali­sti, scrittori, conduttori televi­sivi (tutti frequentatori degli alberghi di lusso) - ha elen­cato così i pregi dell'hotel a cinque stelle di Cernobbio, specificando che è facilmente raggiungibile e ha tutto: «Pa­norama, architettura, bellez­za, servizio, decorazione di in­terni, storia, spa e persino il bel tempo». La villa fu costruita nel 1568 dall'architetto Pellegri­no Tibaldi per il cardinale To­lomeo Gallio (la cui famiglia rimase proprietaria per due secoli) e diventò poi dimora dell'aristocrazia europea. Nel 1815 fu acquistata da Caroli­na di Brunswick, moglie sepa­rata di re Giorgio IV, e nel 1873 un gruppo di uomini d'affari lo trasformò in hotel di lusso. Oggi la struttura - fre­quentata per il 70 per cento da americani e inglesi - insie­me ad altri tre alberghi di lus­so (due a Como e uno a Firen­ze) è di proprietà di una spa che nel 2007 ha registrato l'utile record di otto milioni di euro e che fa capo al grup­po della famiglia brianzola Fontana, leader nella produ­zione di bulloni.

Fonte : corriere.it

venerdì 26 giugno 2009

I più visti del giorno: Hotel Tonic & TrinacriaTourism

I miei lavori sono tra i più visitati per due giorni di seguito: 25 e 26 giugno


Come ben sapete, Google mette a disposizione degli utenti diversi strumenti che servono per monitorare il mondo web.


Possiamo avere statistiche complesse con milioni di dati oppure qualcosa di più semplice che salta subito all' occhio e che ne permette una più rapida e semplice lettura.


Per come è mia abitudine, sia ieri che oggi ho avuto una bella sorpresa: Hotel Tonic e TrinacriaTourism risultano per due giorni di seguito nella lista dei siti più visitati.


Per il sito dell' albergo nel quale presto servizio, il mio è stato un lavoro di marketing e strategie di vendita annessa che ha portato alla curiosità dei potenziali clienti che hanno fatto schizzare il sito dell' hotel tra le prime posizioni ; per TrinacriaTourism sinceramente vorrei auspicare ad un piccolo merito al lavoro costante di informazione nel mondo alberghiero, eseguito con amore e passione.


Di seguito le immagini che attestano il piccolo successo :
Giorno 26.06.09
Giorno 25.06.09

I miei più sinceri ringraziamenti a Voi tutti non possono mancare: è grazie al Vostro affetto che oggi ho potuto sorridere di gioia più degli altri giorni.
Luigi Grimaldi
Vice Segretario Regionale
Associazione Trinacria
"Le Chievi D' Oro"

sabato 20 giugno 2009

Re: Le Chiavi D' Oro nel Mondo

Carissimi amici e colleghi di Trinacria Tourism ed Egregio Signor Palomba,

seguo costantemente tutto quello che è legato alla nostra professione ed al mondo del Turismo in genere ed ho avuto modo di complimentarmi in privato con il Sig. Palomba riguardo al suo ormai conosciuto libro che apprezzo moltissimo; inoltre seguo con costante interesse e rispetto i suoi interventi su Trinacria Tourism: sono per me motivo di conoscenza ed aggiornamento.
Volevo fare una precisazione riguardante il suo ultimo scritto pubblicato il 15 giugno u.s. anche se, non sono testimone oculare degli eventi vista la mia giovane età associativa, ma documentato ed informato abbastanza grazie al materiale d’archivio ed umano in possesso presso l’Associazione Regionale che ho l’onore ed il piacere di presiedere. Parlando dei Presidenti Internazionali e degli italiani che hanno ricoperto questa carica non viene citato Adolfo Lodigiani, Presidente della Romana (1971-77), della Fipa (1977-95) e nel biennio 1993/95 Presidente Internazionale UIPGH. Giarola e Lodigiani sono stati gli unici due italiani ad aver ricoperto questo prestigioso incarico! Mi sembrava doveroso dare il giusto riconoscimento e merito a questo personaggio, non poichè socio della “Romana”, ma perché persona rappresentativa di tutta la nostra storia professionale italiana. Ma sicuramente si è trattato di una dimenticanza.
Si prova grande amarezza e dispiacere nel constatare che uno dei paesi fondatori dell’ UEPGH nel 1952 ed una volta la nazione con il maggior numero di iscritti, oggi si trova alle spalle degli Stati Uniti, della Francia, per non parlare del ciclone Cina (si parla di 1600 associati)! Altrettanta amarezza e dispiacere si prova a vedere fra i 39 Stati aderenti realtà come il Portogallo che si presenta (vedi loro sito) come “Chaves de Ouro de Portugal è uma associaçao de profissionais, representando Porteiros, Bagageiros, Trintanàrios, Receptionistas re Telefonistas” o la Danimarca che si presenta (vedi loro sito) come “ De Gyldne NoglerStolt ydet af Concierger or Receptionister. Per non parlare di Stati con situazioni “anomale” (vedi i loro siti e i loro statuti) e di nazioni con una grande storica “tradizione all’ospitalità e all’hotellerie” come la stessa Cina, Taipei, la Corea, La Nuova Zelanda, la Malesia e la Russia (senza nulla togliere a questi Stati).
In Italia qualche anno fa per uniformarsi a tutti gli altri Stati membri (fra i quali molti di quelli prima citati) ed in rispetto al famoso articolo 4 dello statuto internazionale (nel quale c’è anche scritto: He or she has a desk in the lobby of the hotel, either separate from or shared with Reception - o anche – The Concierge may also handle other front office responsibilities), si decise per il bene ed il prestigio delle Chiavi d’Oro Italiane, di fare “piazza pulita” di tutti quei soci e colleghi, anche di militanza longeva e con cariche associative e professionali importanti, che non rispettavano il famigerato articolo. Speriamo che questo sacrificio abbia poi portato ai risultati prefissi.

Cosimo Carrieri - Associazione Romana dei Portieri d’Albergo “Le Chiavi d’Oro” - aderente alla Faipa

Franco Grasso – Revenue Management

Il Revenue Management è fantasia non svendere a prezzi più bassi le camere d’ albergo.



Apre così Franco Grasso il suo corso di revenue managment. Laureato in Scienze politiche e Geografia è formatore e consulente di catene alberghiere internazionali e alberghi indipendenti ; docente di Managment alberghiero e Tecniche di accoglienza e servizio presso diversi istituti di formazione pubblici e privati.

“Il revenue management è fantasia, capacità di lettura, anticipo sui tempi ma soprattutto un’ approvazione mentale”. Lo ha ripetuto molte volte lungo il corso della prima giornata ed è proprio su queste righe che si racchiude la chiave di lettura di tutto il suo pensiero e di tutte le sue tecniche.

Fare “revenue” non vuol dire svendere a prezzi bassi l’ albergo ma provare a riempire prima tutte le camere a prezzi bassi che altrimenti avresti venduto a zero (sfitte) e seguendo l’ onda della richiesta da parte del mercato, carpire il susseguirsi di momenti favorevoli che portano a far lievitare dolcemente il prezzo sino a quello massimo realizzabile sotto data. Aumentare potenzialmente la propria clientela con prezzi “aggressivi” porta ad un probabile aumento di pareri positivi su tutti gli svariati social network. Più pareri positivi creano un alto punteggio di gradimento che porta ad aumentare la bottom rate di partenza.

Ma non credo che in molti abbiano capito quale sia stato il vero messaggio lanciato da Franco Grasso. Eravamo in pochi ad essere attivi e reattivi alle sue provocazioni ! La sua abilità è stata spiegarci tutto e niente: la teoria di partenza era pronto a spiegarla e rispiegarla per quante volte necessario, ma i sottotitoli, quello che non può svelare lo dovevi intuire da solo perché ovvio non poteva rivelarci tutti i suo segreti….. se mai poi noi fossimo stati in grado di capirli !

Di sicuro interesse, lo consiglio a tutte quelle persone che decidono di provare nuove tecniche di vendite e di massimizzazione dei profitti. Simpatico ed allegro non ha mai portato la stanchezza in aula tenendo quanto più alta la nostra attenzione sui contenuti esposti. Prossimamente sarà presente anche a Catania per il “Corso Avanzato di Revenue Management” che spiega nello specifico gli argomenti trattati durante il corso base.

Adesso non resta che mettere in atto in albergo gli insegnamenti di Franco Grasso, paragonare con la classica tecnica di vendita i profitti realizzati nei due anni in questione e scegliere il metodo che più ci soddisfa.

Sinceramente non vedo l’ ora !